Però quando si dice, Ottavo Rapporto Censis/Usci sulla Comunicazione, che in Italia i lettori di libri sono cresciuti del 2.5% dal 2001 al 2009, portandosi alla ragguardevole quota del 56.5% della popolazione, e poi scopri nella didascalia della tabella (1) che trattasi di “utenti che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno” ti cadono le… braccia. Ma che senso ha? Come si fa a definire “lettore di libri” un tale che legge un libro in un anno? Notare che nel campione statistico sono rientrati certamente anche gli studenti, dalle elementari all’università. A cosa mi serve un dato del genere? Non sarà mica che al Censis aspirano a dipingere un Italia più acculturata di quella che è?

Anche il dato sull’uso di internet è praticamente inutilizzabile. Secondo voi possiamo chiamare “utente internet” uno che si collega alla rete una volta la settimana? Bene, secondo il Censis sì. Ed in base a questo assunto gli utenti internet in Italia sono il 47%.

Il Censis è una struttura seria, con la quale ho avuto anche modo di collaborare. Il mio è un invito a non prestar fede ai tanti articolisti (giornalista è un titolo di merito) che useranno il materiale faticosamente prodotto dagli analisti per sostenere tutto e il contrario di tutto ma, alla fine per darla a bere a noi.

Polimicuzze a parte, torneremo ancora sul rapporto Censis perchè contiene una miniera di informazioni, l’importante, come nel caso della statistica del pollo, sarà leggere bene i dati. 

PS: Nel “sunto per la stampa”, l’unica cosa che al momento ho letto, non sono precisati ne il campione ne la metodologia d’indagine.

PSS: Io mi son fatto, nel tempo, un’idea, che corrisponde alla “regola dei 4.000.000″ della quale scriverò

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