Mag
28
“e-G8″ la battaglia per l’internet democratica non è mai finita
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Forse non tutti ci hanno fatto caso, ed era piuttosto difficile visto che i media lo hanno quali completamente ignorato, travolti dalle bestialità proclamate dall’attuale Presidente del Consiglio Italiano, ma a fianco del G8 di Deauville (perchè mai si chiama ancora così?) si è appena concluso a Parigi l’ e-G8.
I rappresentanti dei Governi riuniti al tavolo con i principali player mondiali per discutere i destini di internet (libera, democratica e rischiosa o controllata, eterodiretta e ancora più rischiosa?) Al tavolo a far da astanti gli altri stakeolder della rete.
Come è andato il meeting? C’è chi trova sia stata una trovata pubblicitaria di Sarkozy (che ha affidato l’organizzazione al suo amico Maurice Lévi proprietario di una delle più grandi agenzie pubblicitarie del mondo) che paventa, non senza ragione, si sia trattato di un pericoloso endorsement dell’alleanza tra governi e multinazionali (del copyright e delle reti) per mettere il mordacchio alla rete ammantandolo in prese d’atto ovvie e scontate.
La battaglia dura da oltre 15 anni ma fino a questo momento i Governi hanno prevalentemente mantenuto una posizione neutrale il rischio è che oggi non sia più così.
Per chi vuole farsi un’idea indipendente ecco un link prezioso http://radar.oreilly.com/2011/05/eg8-2011-internet-freedom-ip-copyright.html al video della conferenza stampa alternativa, riporta interventi di Susan Crawford, Lawrence Lessig, Yochai Benkler, Jeff Jarvis.
Riporto un passaggio dell’intervento di Y.Benkler, illuminante lo stato delle cose (evidenziature del sottoscritto):
“For over fifteen years now, we have seen two opposing camps around the question of internet policy.
One camp is the camp of the 20th century incumbents, who are afraid that something will change, who are afraid of the people rising to participate, afraid of the outsiders innovating, and coming from the edges, who aren’t authorized by the incumbents to innovate, who don’t have to come and say:
’Will you please implement this for me on your network?’.
These are all the companies that we see now as great: fifteen years ago they were from the outside.
That’s where the source of innovation is.
There has been an opposition between those who say “It’s going too fast, slow it down, make it manageable, make it safe’ and those who say “It’s extraordinary, it’s creative, let’s open this up, because we’re in a process of continuous experimentation, and adaptation, and learning.”
Dic
15
Telecom o non telecom?
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Telecom Italia Spa nasce nel 1994 da un riassetto del gruppo pubblico IRI-STET. Da allora la compagnia di telecomunicazione ha avuto vita facile nel rastrellare il mercato italiano come monopolista, prima pubblico poi privato, ed infine con il ruolo di “incumbent” che è un inglesismo per dire “dominante”. Parallelamente ha avuto vita difficile, nella costrizione esasperante delle relazioni con la politica e con ballerini assetti di maggioranza societaria. Costrizioni che ne hanno marcatamente segnato il destino, privando una delle più grandi aziende italiane di una visione industriale di lungo respiro e manageriale piglio, perchè troppo impegnato a fare finanza e politca anzichè impresa. Nonostante la privatizzazione e grazie alla privatizzazione, presenze ingombranti e assenza ingiustificate rilasciano a catena miasmi verso gli strati più bassi della piramide organizzativa, che fanno della parte operativa di Telecom una sorta di ufficio di collocamento per manager o tecnici strapagati o cmq dal costo fuorimercato, il più delle volte di fatto intermediati da terzi con la formula del “body rental” e, con la negoziazione di commesse esterne spesso ingiustificate, un serbatoio di potenziale corruttela e profitti incomprensibili in un regime di mercato. Reggi il resto
Nov
26
Oracle - Sun un futuro non scritto
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L’acquisizione, avviata nell’aprile 2009 da Oracle Corporation su Sun Microsystems per 7.4 miliardi di dollari, non è ancora giunta all’epilogo finale: ricordiamo che queste operazioni globali devono trovare consensi nelle commissioni di vigilanza sulla concorrenza e il mercato nei Paesi dove l’azienda intende operare.
In agosto 2009 l’antitrust USA, la Security Exchange Commission, diede l’assenso all’acquisto non sollevando alcuna questione. Al contrario la Commissione Antitrust europea, il 9 novembre scorso nella sua valutazione preliminare, ha posto opposizione all’acquisto, sollevando obiezioni al progetto relativamente ai prodotti database. La comunicazione della Commissione riguarda la combinazione dei prodotti Sun MySQL (database open source) con i prodotti Oracle (database aziendali) rilevando potenziali effetti negativi sulla concorrenza nel mercato dei prodotti database. Già a settembre, con l’apertura dell’indagine conoscitiva (prassi dovuta d’ufficio), erano emerse perplessità proprio su questo tema: “Il takeover del principale produttore di database open source al mondo da parte del principale produttore di database proprietari al mondo obbliga il regolatore a esaminare attentamente gli effetti dell’operazione sul mercato europeo”.
Oracle ha annunciato che presenterà ricorso contro questa prima decisione della CE, notando “una profonda incomprensione del mercato dei database e delle dinamiche open-source”. Non l’hanno presa per niente bene e infatti Oracle continua: “È ben compreso da chi è informato sul software open source che MySQL è open source, e pertanto non può essere controllato da nessuno. Questo è un punto fermo nell’open source.” Circa lo scopo dell’acquisizione Oracle ha dichiarato: “l’acquisizione di Sun è essenziale per la competizione nel mercato dei server high-end, per rivitalizzare Sparc e Solaris (processori e sistema operativo n.d.r) e per rafforzare la piattaforma di sviluppo Java.“
Lo stallo sta costando molto caro a Sun. L’azienda era già in difficoltà e oggi perde poco meno di 100 milioni di dollari al mese. A partire da questo argomento 59 senatori USA, repubblicani e democratici, sono intervenuti pochi giorni fa, con una lettera indirizzata alla Commissione europea in cui sollecitano una rapida decisione. Dice John Kerry, primo firmatario e sfidante di G. W. Bush nel 1994: “il protrarsi della decisione della Commissione europea mette a rischio migliaia di posti di lavoro americani, quindi ci siamo sentiti in dovere di chiedere una rapida risoluzione“. Poi, avvalorando la tesi di Oracle, continua “La Commissione europea è preoccupata per la libera concorrenza nel mercato dei database, ma il database open source MySQL di Sun ha una piccola quota di mercato in Europa.”
Come molti ricordano Sun aveva a sua volta acquistato MySql per circa un miliardo di USD, non male per un prodotto “che non può essere controllato da nessuno”. Sun porta in pancia anche un’altro database, PostgreSQL, che, per quanto molto meno diffuso di MySql e rilasciato come oss dalla stessa Sun, è cmq un prodotto riconosciuto e potenzialmente un competitor nel mercato SMB. Nella diatriba arriva infatti il 19 ottobre un comunicato stampa di Michael ‘Widenius Monty’. Chi è ? Monty è il creatore di MySQL e fondatore della omonima società poi acquisita da Sun. Interviene nel dibattito con la trasparenza di chi la sa lunga e non ha nulla da perdere. “L’antitrust dell’Unione europea ha assolutamente ragione di preoccuparsi” e ha invitato i dirigenti Oracle a “essere costruttivi e di impegnarsi a vendere MySQL a una terza parte adatta, che consenta una soluzione immediata, invece di lasciare Sun ancor a lungo nella sofferenza.” Monty insiste e ci va giù pesante: “MySQL ha bisogno di una casa diversa da quella di Oracle, una casa dove non ci saranno conflitti di interesse su come, o se, MySQL dovrà essere ulteriormente sviluppato.” Monty aveva lasciato Sun nel febbraio 2009, con forti polemiche sulla release 5.1 di MySQL, e fondato una nuova azienda. Che intenda ripartire da qui per “rifondare” MySQL (MariaDB?), nell’eventualità che le cose si mettano al peggio? Lo spero per il movimento open.
C’è da scommettere che alla fine il gigante Oracle non venderà MySql e la spunterà comunque. Intanto da Sun, anche in Italia, sono in molti a levar le tende… La partita in gioco è di primaria importanza per gli assetti web del futuro prossimo, ci torneremo sopra molto presto.