Mar
10
Ebbene sì, secondo i dati appena pubblicati da Audiweb (www.audiweb.it) nella piccola regione dell’estremo nordest abitano relativamente più internauti (termini insulso ma chiaro) che nella patria nostrana del web. In Friuli VG il 49,9% della popolazione si è collegata ad internet nel mese di gennaio 2010 contro il 49,4% della popolazione lombarda. Questo dato dovrebbe far riflettere un la nostra Pubblica Amministrazione e le nostre Aziende ancora molto, troppo, lontane dall’aver preso seriamente in considerazione le opportunità del web 1.0 … per non parlare del 2.0
Tornando ai dati, nel mese di gennaio 2010 risultano 23,2 milioni gli utenti attivi, con un incremento del 12% rispetto a gennaio 2009. Nel giorno medio risultano 11,3 milioni gli utenti attivi, per 1 ora e 43 minuti e con 181 pagine viste per persona. Tutti i valori risultano in crescita confrontati con il mese di gennaio 2009: gli utenti attivi nel giorno medio crescono del 20%, così come il tempo speso (+8%) e le pagine viste (+3%). Reggi il resto
Dic
10
Del mercato Mobile & Wireless
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Il rapporto di Assinform e Politecnico di Milano, pubblicato il 26.11.2009, sul mercato Mobile & Wireless business riscontra che il valore complessivo nel 2008 è stato di 3.540 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto al 2007 e di circa il 34% se confrontato con il 2006. Notizia positiva, soprattutto se rapportata all’andamento statico del mercato IT e TLC di questi anni.
L’informazione appare meno confortante quando, analizzando i dati, verifichiamo come il mercato M&W sia sostanzialmente un mercato fatto di hardware e connettività per il 90%. Tutti i principali operatori indicano che “vi è grossa difficoltà nel far percepire il valore della componente immateriale del progetto Mobile & Wireless (l’applicazione, il software, il servizio, la soluzione) rispetto alla componente più materiale, l’hardware”. Certamente, senza un forte aumento della diffusione dei dispositivi hardware e dei servizi di connettività, il mercato delle applicazioni non potrebbe decollare e quindi possiamo considerare questo come un necessario propedeutico alle vendite di servizi a valore aggiunto. Uno spazio in un mercato immaturo, aperto anche alle comunità di sviluppatori italiani che lavorano attorno, ad esempio, a progetti come Android o iPhone.
Attenzione però nella redazione dei business plan, perchè lo spazio è più piccolo di quel che sembra a prima vista guardando al solo valore aggregato. Il dato infatti accomuna, dal mio punto di vista inspiegabilmente, le vendite di oggetti tipicamente “mobile”, come gli smartphone, a oggetti tipicamente”nomadici”, come i notebook che rappresentano il 40% del valore del mercato.
Trovo che la necessità di fare distinzione tra “mobile” e “nomadico” sia questione annosa e tutt’altro che peregrina.
Nov
26
Non ce l’ho con il Censis
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Però quando si dice, Ottavo Rapporto Censis/Usci sulla Comunicazione, che in Italia i lettori di libri sono cresciuti del 2.5% dal 2001 al 2009, portandosi alla ragguardevole quota del 56.5% della popolazione, e poi scopri nella didascalia della tabella (1) che trattasi di “utenti che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno” ti cadono le… braccia. Ma che senso ha? Come si fa a definire “lettore di libri” un tale che legge un libro in un anno? Notare che nel campione statistico sono rientrati certamente anche gli studenti, dalle elementari all’università. A cosa mi serve un dato del genere? Non sarà mica che al Censis aspirano a dipingere un Italia più acculturata di quella che è?
Anche il dato sull’uso di internet è praticamente inutilizzabile. Secondo voi possiamo chiamare “utente internet” uno che si collega alla rete una volta la settimana? Bene, secondo il Censis sì. Ed in base a questo assunto gli utenti internet in Italia sono il 47%.
Il Censis è una struttura seria, con la quale ho avuto anche modo di collaborare. Il mio è un invito a non prestar fede ai tanti articolisti (giornalista è un titolo di merito) che useranno il materiale faticosamente prodotto dagli analisti per sostenere tutto e il contrario di tutto ma, alla fine per darla a bere a noi.
Polimicuzze a parte, torneremo ancora sul rapporto Censis perchè contiene una miniera di informazioni, l’importante, come nel caso della statistica del pollo, sarà leggere bene i dati.
PS: Nel “sunto per la stampa”, l’unica cosa che al momento ho letto, non sono precisati ne il campione ne la metodologia d’indagine.
PSS: Io mi son fatto, nel tempo, un’idea, che corrisponde alla “regola dei 4.000.000″ della quale scriverò