Come molti anch’io parto da alcune discriminanti. Parlando di web non posso non precisarle prima in modo che chi vorrà partecipare a questo gioco, come lettore, commentatore, autore, possa farlo conoscendo il mio punto di vista. Non che questo faccia molta diffrenza ma visto che questo blog è mio mi pare doveroso dire per primo quello che penso.
1) Ho severi dubbi sulla “neutralità della scienza”, un tema caldo qualche decennio fa e molto meno in voga oggi;
2) Il web non è più un “affaire” per ingegneri, ognuno può fare web senza una laurea tecnica, anzi…
3) Senza il web è difficile pensare a sviluppo economico e sociale;
4) Il termine ”sviluppo” non ha solo una accezione positiva;
5) Quello che vale oggi non è detto che domani faccia schifo.

E’ tutto, fine delle prefazioni

Mi è capitato spesso di intervenire o scrivere per ragioni professionali rivolgentomi a consessi specialistici. E’ parte del mio lavoro e continuerò a farlo ma, non è la mia aspirazione in siniblog. Nella convinzione che il digital divide sia da superare prima di tutto come dimensione esperenziale e culturale, oltre che infrastrutturale, con siniblog vorrei contribuire, nel mio piccolo, a fare del web un posto alla portata di tutti.

Verrei praticare questa ambizione evitando il linguaggio specialistico, suggerendo soluzioni praticabili, riflettendo su dinamiche generali. Divulgazione e riflessione fuori dagli schemi, queste protrebbero essere le due parole d’ordine di questo blog.

Qualcuno potrebbe pensare che per aprire un blog occorra partire dalla convinzione di avere qualcosa da dire, aver voglia di dire e saper tradurre in lingua scritta quel dire. Non è il mio caso. Non per la totalità delle tre “convinzioni” quantomeno. Oggi che, dal pensiero passo alla pratica, con l’estrema leggerezza permessa dal web di questi ultimi anni, le tre convinzioni mi sembrano tre “condizioni” senza le quali non saprò gestire siniblog.it nel tempo. “Doing & learning” (nell’ordine) mi ripeteva sempre un grande imprenditore con cui ho avuto l’avventura di collaborare. Nella sua vita, lui, ha avuto molte volte ragione a pensarla così, io, nella mia, molte meno a pensarla in modo opposto… quindi oggi faccio e domani ci penso, vedremo.

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