Ago
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Ieri 9 agosto Google e Verizon (uno dei principali operatori di telecomunicazione americani) hanno pubblicato un documento contenente proposte comuni sul tema della Net-Neutrality. Il documento riassume le richieste presentate alla FCC* americana per la definizione di un nuovo quadro regolatorio di internet “affinchè Internet resti un network aperto”. Questi gli obiettivi (dal blog di Google) :
1. Gli utenti devono essere liberi di scegliere quali contenuti, applicazioni o dispositivi usare, dal momento che l’apertura è stata decisiva per l’innovazione esplosiva che ha reso Internet un mezzo rivoluzionario.
2. Gli Stati Uniti devono continuare ad incoraggiare sia gli investimenti che l’innovazione a supporto dell’infrastruttura di banda larga; ciò è imperativo per garantire la competitività a livello globale.
Al punto 1 una dichiarazione di principio giusta, quasi scontata, e al punto 2 una richiesta legittima. Allora dove sono le ragioni di preoccupazione?
Nella proposta congiunta Google - Verizion all’FCC si può leggere, tra le tante affermazioni di principio volte ad accreditare le due aziende come paladini delle sacrosante ragioni degli utenti internet, un passo formidabile:
“riconosciamo entrambi che la banda larga wireless è cosa differente dal mondo tradizionale di Internet fisso, in parte poichè il mercato mobile è più competitivo e muta rapidamente. Riconoscendo che il mercato wireless a banda larga è in una fase ancora iniziale di sviluppo, i principi contenuti nella nostra proposta, eccezione fatta per il principio di trasparenza, non si applicano al mercato a banda larga wireless.“
Le due aziende sanno meglio di noi che la posta in gioco nel futuro di internet ha il suo baricentro proprio nelle reti senza fili a banda larga. Distinguere tra wired e wireless e chiedere che il principio di neutralità non si applichi proprio alle reti che avranno il massimo sviluppo nel futuro è compromettere definitivamente tale principio. Il futuro di Internet si giocherà sempre più sui dispositivi wireless, da iPhone a iPad a Android. Non per niente Google ha fatto man bassa di licenze di frequenze a una recente asta.
Cosa vuol dire far saltare la Net Neutrality?
Si spalancherebbero le porte al blocco di applicazioni e dispositivi, alla discriminazione di contenuti, all’accesso per i piccoli provider indipendenti. Si creerebbero autostrate riservate ai dispositivi, ai contenuti e alle applicazioni dei big player e piccole strade tortuose per tutti gli altri operatori. Si sancirebbe il dominio sul web dei pochi grandi operatori e morirebbe difinitivamente l’internet libera e accessibile che abbiamo conosciuto dove nuove imprese possono sorgere e diventare prospere nell’arco di pochi anni. Perchè è chiaro che tutti i grandi investitori, e, palesemente, primi tra tutti Google e Verizone, non investirebbero più un euro su una rete fissa vincolata da rigide norme governative qualora esistesse l’alternativa di una rete dove le regole sono solo quelle del business.
Sarebbe finita l’internet democratica e aperta che tanto ci ha entusiasmato durante la rivolta verde in Iran perchè ai governi e alle organizzazioni liberticide basterebbe trovare un accordo con i big player e ogni barriera alla privacy sarebbe superata senza grande scalpore e nel silenzio della stampa globalizzata come e peggio di quanto è accaduto con l’accordo di Google con la Cina o di RIM con l’Arabia Saudida.
Ci basta?
OT, ma non troppo: la Cina ha chiesto la chiusura dell’Internet Global Forum
* FCC Federal Communication Commission è l’autorità che regola in USA la gestione della struttura di internet.
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