Quattro ragazzotti newyorkesi hanno lanciato “diaspora” il p2p nei social network, “ovviamente” open source. Lo hanno fatto appoggiandosi a  kickstarter,  una formidabile piattaforma per il funding di una idea creativa.

Hanno chiamata “diaspora” questa loro idea ma,  non fatevi ingannare dal nome per me poco attraente (forse loro lo trovano benaugurante) il progetto è davvero interessante.

Come in una qualunque rete peertopeer chi aderisce al netweork crea un proprio nodo (gli autori lo chiamano “seed”, seme). Il nodo contiene le info personali, aggregherà tutte le informazioni provenienti dai social network, ma soprattutto vi permetterà di gestire in proprio il vostro grafo sociale. E’ questo il punto: la mia rete di connessioni sociali non è gestita altrove ma è totalmente sotto il mio controllo. La mia rete mi continua ad appartenere. I diasporini così si esprimono: “la nostra vita sociale reale non ha dirigenti centrali, e la nostra vita virtuale non ne ha bisogno“. E’ un concetto affascinante, no?

La preoccupazione per la privacy sui social network è un argomento molto caldo che accomuna, giustamente, un gran numero di persone (in Italia un po’ meno) e il team di Diaspora ha certamente messo in atto un progetto che coglie nel segno.
Più la nostra vita diventa digitalizzata, più affidiamo le nostre informazione alla “nuvola” e più la nostra privacy è compromessa. La scommessa di Diaspora è quella di fornire uno strumento che ci permetta un miglior controllo della nostra privacy online. Buona l’idea e buona anche la strategia di fungere, in prima battuta, da aggregatore di socialnetwork o media, per poi, raggiunta una certa massa riuscire a fungere da social network vero e proprio mi sembra il giusto approccio di mktg in un mercato ormai dominato da giganti.

Il gruppetto di amici-colleghi ha aperto un account su kickstarter il 24 aprile con l’obiettivo di raccogliere 10.000 USD per finanziare un’estate di lavoro a testa bassa sulla prima versione del codice del progetto. A oggi, 18 maggio hanno oltre 5000 sostenitori e raccolto 180.000 USD !

La loro pagina su kickstarter
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Un commento a “Diaspora, il modello democratico di social network?”

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