Personalmente ho coniato la definizione che segue: può dirsi 2.0 solo un sistema basato sul web che consenta ad un utente di modificare l’esperienza d’uso dell’utente successivo. Credo che questa definizione abbia il pregio della sintesi e della evidenza inversa.

Sulla base di questa definizione non basta la semplice interattività o la possibilità di scelta tra più opzioni per qualificare un sito web come 2.0 occorre che ciascun utente, anonimo o liberamente loggato, sia in grado di lasciare traccia pubblica del proprio passaggio a beneficio degli utenti che seguiranno. Le tracce sono contenuti ovvero, per la precisione, user generated content, contenuti generati dagli utenti stessi. Essi possono essere nuovi contributi ad una discussione, testi, immagini o nuove “pagine” ottenute utilizzando contenuti presenti nel sito o più in generale nel web. Il noto e ormai storico (registrato nel 2003) del.icio.us (delicius.com) è un esempio di quest’ultimo tipo. Meno diffusi ma interessanti nelle prospettive, nell’ecommerce anche quello dell’enterteinment online, sono i siti che consentono di riassemblare personali pagine pubbliche, partendo dai contenuti presenti nel sito stesso.

Questo è un esempio ben fatto www.anobii.com di un ecommerce di libri che consente di creare una “wish list” anche meglio di quella fattibile su amazon. Che c’è di nuovo direte? Niente in sé, la cosa nuova è la prevedibile diffusione del gestire le wishlist attraverso blog e pagine personali di social network, ne sta uscendo un nuovo paradigma per il commercio elettronico.

Il web non è più il terreno esclusivo degli ingegneri e degli smanettoni che, pur privi di titolo accademico, osavano avventurarsi con successo e fama tra codici e linguaggi. Tutti, anche i più lontani da questo territorio, hanno oggi la possibilità, senza mediazione di un figura tecnica, non solo di accedere ma, di utilizzare piegandolo ai propri scopi uno o molti dei servizi presenti sul web in enorme quantità.

E’, come spesso è accaduto nella storia pure breve del web, una realtà già affermata prima ancora che la maggioranza degli utenti di internet potesse avvedersene a pieno. Un bel giorno la trovi ed è lì bella e pronta. Utenti e Aziende ma anche professionisti del web arrivano solitamente impreparati all’evento. Come non vedere, ad esempio, il groviglio in cui sono cadute nel giro di un paio d’anni le web agency che, fino a qualche anno prima, andavano fiere dei propri CMS proprietari. Molte non hanno fatto neppure in tempo ad accorgersi che il movimento open source andava sfornando prodotti di qualità superiore a quanto loro avevano realizzato 10 anni prima e poco o male upgradato. Che dire poi delle più blasonate firme della produzione software mondiale che hanno visto ridursi a un quarto le vendite di alcuni prodotti? Ma questo è un’altro discorso. Reggi il resto

L’antropologo britannico Robin Dunbar è noto a chi si occupa di web social network per il suo numero, il 150. E’ definito quale “limite alla funzione diretta relativa alle dimensioni della neocorteccia sociale, e questo a sua volta è il limite della dimensione di un gruppo … il limite imposto dal processo delle capacità di trasformazione della neocorteccia sociale è semplicemente il numero di persone con le quali una persona può stabilire e mantenere inter-relazioni personali“. Elementi quali memoria degli eventi, riconoscibilità dei membri e delle relazioni che li legano tra loro portano a definire tale limite. Il numero di Dunbar sarebbe quindi stabilito dalle capacità cognitive medie umane a mantenere stabilmente relazioni e dovrebbe applicarsi, in ogni contesto, quale limite superiore di un network sociale. Secondo Dunbar abbiamo ereditato questa capacità dai nostri progenitori, i primati non umani (le scimmie) ma la capacità tutta umana di esprimere e codificare la socialità, facendola diventare cultura, attraverso il linguaggio ci permette di estendere le dimensioni del gruppo fino, appunto, a 150 individui.  Reggi il resto

← Pagina precedente

Bad Behavior has blocked 38 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail